L’ADUIM – Associazione fra i Docenti Universitari Italiani di Musica, si è costituita nel gennaio del 1994 allo scopo, come recita lo Statuto, «di promuovere lo sviluppo delle discipline musicali nell’ambito dell’Università italiana in rapporto alle esigenze della collettività». Le attività dell’associazione hanno accompagnato l’importante crescita della musicologia in ambito universitario nel corso degli anni Settanta e Ottanta, fronteggiando le numerose questioni derivanti da questo rapido processo di sviluppo: non soltanto in seno ai singoli atenei, ma anche nella costruzione di un rapporto con le altre aree disciplinari per tutto ciò che riguarda le strategie e le decisioni ministeriali
La nostra storia
Primo presidente ne è stato Roberto Leydi (1994-1996), seguito da Lorenzo Bianconi (1997-1999), Fabrizio Della Seta (2000-2005). Virgilio Bernardoni (2006-2011), Franco Piperno (2012-2017), Giovanni Giuriati (2018-2023) e Luca Aversano (2024- ). Nella formulazione iniziale dello statuto, revisionato una prima volta nel 2002, l’associazione era riservata ai soli docenti di ruolo (professori e ricercatori) dei settori scientifico-disciplinari L-ART/07, Musicologia e storia della musica, e L-ART/08, Etnomusicologia. Nella ulteriore revisione del 2016 l’Associazione ha tenuto conto della nuova realtà della docenza universitaria disegnata dalla legge 240/2010 (“legge Gelmini”), ammettendo anche le nuove figure dei ricercatori a tempo determinato, limitatamente al periodo di effettivo servizio.
Nel corso del suo primo trentennio di vita l’Associazione ha affrontato problemi di natura diversa, in linea con i rapidi cambiamenti ai quali il sistema dell’istruzione superiore è stato sottoposto. Suoi interlocutori privilegiati sono stati gli organismi politici (governo, parlamento, commissioni parlamentari, ministero), gli organi ministeriali e gli enti che a vario titolo si sono occupati e si occupano della gestione del sistema universitario e AFAM (CUN, ANVUR, CRUI). Importante è stato anche il rapporto, sempre più stretto in anni recenti, con le altre consulte appartenenti all’area 10 del CUN e particolarmente con quelle delle discipline che afferiscono allo stesso settore concorsuale, vale a dire la CUT (Consulta Universitaria del Teatro) e la CUC (Consulta universitaria del cinema).
Le azioni più importanti nei primi quindici anni di vita dell’Associazione hanno riguardato due argomenti principali. In primo luogo il contributo alla definizione dei settori scientifico-disciplinari (d.m. 23/12/1999) e delle relative declaratorie (d.m. 4/10/2000): l’ADUIM ha ritenuto di dovere scoraggiare una eccessiva frammentazione del settore, favorendone l’aggregazione in due grandi ambiti, quello della musicologia storico-sistematica e quello dell’etnomusicologia. In secondo luogo, la discussione sulla riforma dell’istruzione artistica (legge 509/1999), cui l’ADUIM ha preso parte con l’intento di promuovere una costruttiva collaborazione tra gli insegnamenti musicologici del settore universitario e quelli impartiti nel neocostituito settore dell’Alta formazione artistica e musicale, nonostante le molte difficoltà create da una normativa che non favorisce la collaborazione.
Dopo il 2010 le questioni più importanti sono state relative da un lato all’applicazione delle nuove norme sul reclutamento della docenza universitaria; dall’altro, alla valutazione della ricerca e della produttività scientifica. Decisiva si è rivelata la partecipazione alle discussioni con i rappresentanti dell’Area 10 all’interno del CUN e il rapporto sempre cordialmente costruttivo con CUT e CUC. I risultati più importanti di questa attività sono stati il riconoscimento trasversale, all’interno di gran parte dell’Area, delle riviste di classe A e l’ottenimento di valori-soglia differenziati per settore scientifico-disciplinare all’interno del settore concorsuale 10/C1.
Fra le altre iniziative dell’ADUIM vanno menzionati il monitoraggio dell’attività di riordino delle classi di concorso per la scuola secondaria di II grado che ha portato, nel 2015, alla reintroduzione della Classe di Storia della Musica (A 53), distinta da quella di Teoria, analisi, composizione con la quale nel 2010 era stata accorpata, e la pressione sul Ministero per i Beni e le Attività Culturali, con numerose istanze, per la definizione del profilo di funzionario per i Beni musicali, che preveda tra i requisiti di accesso il possesso del titolo di diploma della Scuola di Specializzazione in Beni Musicali o di Dottore di ricerca in discipline musicologiche